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Il tragico destino di Robert Brasillach, vittima a trenta-cinque anni dei massacri dell'epurazione, in cui persero la vita decine, forse centinaia, di migliaia di cittadini francesi (tra cui numerosi gli intellettuali) colpevoli di aver creduto nella "Nuova Europa" promessa da Adolf Hitler, mette fine alla carriera più che promettente di una delle "penne" più gloriose del Novecento francese. Nato a Perpignan nel 1909 da una famiglia catalana, Robert Brasillach, compie brillantemente alla "normale superiore" di Parigi con Jacques Soustelle, Maurice Bardèche, Paul Guth. Diverrà ben presto il più celebre del gruppo. a ventidue anni, gli viene affidata la cronaca letteraria di l'Action Francaise alla quale procura un' audience vastissima. A trentadue ha già pubblicato numerose opere tra cui L'Enfant de la nuit, Histoire du Cinèma, Comme le temps passe, Les Sept Couleurs, Notre Avan-guerre. Nel 1938, succede a Pierre Gaxotte alla direzione del settimanale parigino Je suis partout che continua le sue pubblicazioni anche durante l'occupazione tedesca. Alla "liberazione" si costituisce al Tribunale dell'Epurazione per far liberare la madre che era stata presa in ostaggio. Viene condannato a morte in ragione delle opinioni espresse nei suoi articoli e fucilato.

Louis-Ferdinand Destouches nacque a Courbevoie (nella Seine), nel 1894 (morto a Meudon nel 1961). Céline era il nome della nonna materna. Partecipò volontario alla prima guerra mondiale dove fu gravemente ferito e decorato.
Fece un viaggio in USA, dove conobbe la condizione di alienazione dello sfruttamento capitalistico nelle fabbriche Ford di Detroit ("non ti serviranno a niente qui i tuoi studi, ragazzo! Mica sei venuto qui per pensare ma per fare i gesti che ti ordineranno di eseguire. Non abbiamo bisogno di creativi nella nostra fabbrica. E' di scimpanzè che abbiamo bisogno. Ancora un consiglio. Non parlare mai più della tua intelligenza! Penseremo noi per te, amico!", scriverà nel Viaggio al fondo della notte, riprendendo le sue note scritte in quell'occasione): nel 1925, come membro di una delegazione incaricata dalla Health Section della Società delle Nazioni di esaminare le condizioni sanitarie nel Nord America. Fece poi il medico condotto nei quartieri popolari di Paris.
Quando torna a Parigi nel '28 si stabilisce a Montmartre, dove vive della sua professione di medico. Comincia a scrivere, durante la notte, il suo primo e più importante romanzo Viaggio al termine della notte che viene pubblicato nel 1932 sotto lo pseudonimo di Celine. E' subito un grande successo. Nel 1936 pubblica Morte a credito, che si rifà alle vicende della sua giovinezza. Nel '37 dopo un viaggio in URSS scrive una invettiva contro l'Unione Sovietica (Mea culpa) e un paio di trattati (Bagattelle per un massacro e La scuola dei cadavere), per i quali viene accusato di antisemitismo.
Dopo la seconda guerra mondiale, accusato di collaborazionismo con il nazismo, viene arrestato in Danimarca dove si è rifugiato con la moglie. Nel 1951 ritorna in Francia dove vive con la moglie Lucette a Mendon, ignorato da pubblico e critica fino alla morte. Nel frattempo aveva scritto altre opere come Pantomima per un'altra volta ('52), Normance ('54), Colloqui con il Professor Y('55), e la trilogia: Da un castello all'altro ('57), Rigodon ('60), Nord ('60).

Corneliu Zelea Codreanu nasce nel bel mezzo della Moldavia, a Iasi, considerata a buona ragione la Firenze rumena, il 13 settembre 1899. Già il suo nome è un programma di vita: Codreanu in rumeno significa "uomo della foresta". Dal padre fin da piccolo Corneliu impara ad amare fortemente la sua patria e a sognare per il suo popolo, per la sua gente, un destino più grande. È giovanissimo quandi il 15 agosto 1916 la sua terra, "la piccola Romania", si getta nella mischia della I guerra mondiale.
L'1 settembre 1917, con la segreta speranza di partire per il fronte e dare il suo contributo per la vittoria, Codreanu si iscrive alla Scuola Militare Attiva di Botosani, esperienza che lascerà un'impronta forte sul suo carattere. "Qui -scriverà- ho imparato a parlare poco. Qui ho imparato ad amare la trincea e a disprezzare il salotto".
Prosegue gli studi alla facoltà di diritto di Iassi, sua città natale. Viene eletto presidente della corporazione studentesca dopo aver guidato uno sciopero contro la proposta di uno statuto privilegiato per gli studenti ebrei. Aderisce con i suoi compagni al Partito contadino e si distingue in scontri spesso violenti con le milizie ebraiche e comuniste. Finisce in carcere. Il 24 Giugno 1937, fonda in carcere, con quattro compagni, la Legione di S. Michele Arcangelo che ha per fine la rivoluzione politica e religiosa della Romania. Questa organizzazione si da una milizia, la Guardia di Ferro, votata a combattere l'insorgere dei bolscevichi. I successi della Legione spingono gli intellettuali rumeni ad aderire in massa al movimento, fin'allora composto di soli studenti e contadini. I successi elettorali cominciano a preoccupare la borghesia e l'assassinio del primo ministro Duca (30 Dicembre 1933) serve come pretesto per la messa fuori legge. L'organizzazione si ricostituisce sotto il nome Tutto per la Patria e diviene, nel 1937, il terzo partito di Romania. Per fermare la sua ascensione, il re Carol II, istigato dalla sua amante ebrea, fa arrestare Codreanu e lo fa strangolare in segreto dai suoi carcerieri durante un trasferimento. Il movimento gli sopravvive, conduce la resistenza nazionale contro l'invasione tedesca e continua anche sotto il regime comunista negli anni '50 e '60. reto dai suoi carcerieri durante un trasferimento. Il movimento gli sopravvive, conduce la resistenza nazionale contro l'invasione tedesca e continua anche sotto il regime comunista negli anni '50 e '60.

Opere principali

La Guardia di Ferro
Il Capo di Cuib

 
 

Alain de Benoist, giornalista, nato l'11 dicembre 1943 a Saint-Symphorien (Indre et Loire), ha studiato lettere e diritto. La sua giovinezza è stata segnata dalla Guerra d'Algeria, che lo ha visto impegnato per l'Algeria francese. Negli anni Sessanta collabora a riviste di destra come "Cahiers universitaires", "Europe Action" e "Défense de l'Occident". Nel l968 partecipa alla fondazione del GRECE (Groupement de recherche et d'études pour la civilisation européenne) È stato in seguito redattore capo dell'"Observateur Européen", della rivista "Nouvelle École" (l968-l990, 46 numeri usciti), di "Midi-France", critico letterario, dal l970 al l982, di "Valeurs actuels", "Spectacles du monde" e "Figaro-Magazine", direttore della rivista "Krisis", da lui fondata nel l988. Ha diretto diverse collane presso le edizioni Copernic. Labyrinthe, Pardès, Grands Classics. È stato inoltre collaboratore di "France Culture".
Fondatore ed animatore principe della "Nuova destra" francese, ha spesse volte rifuggito la collocazione politica negli schieramenti ufficiali, lasciando intendere di voler superare le categorie che dominano il pensiero comune, per lasciar spazio ai movimenti che nascono dal basso e da esigenze che giocoforza si allontanano dalla dimensione del bipolarismo liberale. Si è occupato di problemi filosofici, sociali, geo-politici, di storia delle idee politiche, ha analizzato le vicende della religiosità nel mondo contemporaneo, e ha dedicato particolare attenzione all'analisi del concetto di democrazia, mettendone in evidenza potenzialità e limiti. Il suo antiimperialismo lo ha portato a prendere posizione per il Terzo Mondo, nel senso della necessità per ciascun popolo di difendere i suoi valori.

Opere Principali

Nietzsche, morale e grande politica
Visto da destra
Le idee a posto
Democrazia il problema
Eclissi del Sacro
L'impero interiore
Moeller Van der Bruck, o la rivoluzione conservatrice
Le sfide della post-modernità
Oltre i diritti dell'uomo, per difendere le libertà

Manifesto per una Rinascita europea

Fra i più giovani capi politici di una rivoluzione epocale compiuta nel segno della giovinezza, Léon Degrelle, nato in Belgio a Buglione, fondatore di Rex, era un condottiero nato. Seppe resistere alla congiura politica combinata, contro l'emergente rexismo, dalla monarchia, dal sindacalismo socialcomunista, dal padronato e dalle gerarchie clericali.
Travolto dalla guerra, imprigionato e deportato in Francia dove si tentò di farlo assassinare, una volta liberato di tedeschi, Degrelle decise di partecipare allo sforzo bellico sul Fronte dell'Est, sia perché riteneva la guerra all'Urss cosa buona e giusta, sia perché era certo che il valore dei suoi guerrieri avrebbe consentito al Belgio di trovare un ruolo nell'Europa del dopoguerra e di non essere spazzato via dalla carta geografica.
Malgrado il rango gli permettesse di partire con i gradi di ufficiale, Degrelle pretese di iniziare la guerra da soldato semplice, accanto ai suoi uomini, nella divisione Wallonie delle Waffen SS. Ottenne però dal Reichsfuhrer Himmler - che era pagano e profondamente anticlericale - che la divisione avesse con sé un cappellano militare. Degrelle era, e rimase in seguito, un cattolico dal piglio medioevale, dall'indole guerriera e dallo stampo ghibellino.
Condannato a morte in patria, Degrelle, che fu molto longevo (morì a novant'anni), venne tenuto lontano dal Belgio da ben due "leggi degrelliane" che interdicevano - solo per lui ! - l'esecuzione della prescrizione della pena. Rimase in Spagna benché il governo belga tentasse l'impossibile per farselo consegnare. Agli inizi degli anni Sessanta scampò rocambolescamente, come avrebbe fatto il suo alter ego fumettistico Tintin, a un tentativo di rapimento orchestrato dai servizi segreti israeliani.

Opere principali

Ordine contro Anarchia (articolo)
Al lado del los Alemanes
Le leggi dell'anima
Dos dias con Himmler
La critica della democrazia
Volverán banderas victoriosas
Militia
Mi camino de Santiago
Europa vivrà
Il secolo delle élite
Canto a Las Waffen-SS
Appello ai Giovani Europei
Hitler per mille anni
Fronte dell'Est

Joseph de Maistre (1753-1821) è un pensatore della crisi e la crisi ha un nome: rivoluzione francese. Le sue pagine teorizzano il significato della monarchia temperata e il primato dello spirito religioso. Vivendo appieno il periodo della rivoluzione saprà coglierne l'aspetto di rivolta contro l'assolutismo e in questo senso ne apprezzerà l'antitesi all'assolutismo, in via successiva avrà di che mutare la sua percezione, in modo particolare a seguito dell'influenza subita dalle letture burkiane rivendicherà il primato della Tradizione sulle forze sovversive rivoluzionarie.
Scrisse di lui Sainte-Beuve: […] "Qualunque posto si occupi nel grande tramestio umano di cui tutti facciamo parte, non si può non riconoscere in lui un filosofo politico di prim'ordine, uno di quelli che, illuminandoci sullo spirito di organizzazione delle vecchie società, fanno più pensare sui destini e sulla direzione futura delle società moderne".

Opere principali

Étude (1794-1796)
Considerations (1796)
Essai (1814)
Du Pape (1819)
Discours sur la vertu (1896)
Fragments sur la France (1870)
Examen de la philosophie de Bacon (1826)

Nasce a Bucarest il 9 marzo 1907, nel 1928 si laurea con una tesi sulla filosofia italiana da Marsilio Ficino a Giordano Bruno. Parte immediatamente per l' India con una borsa di studio. A Calcutta è ospite del filosofo indiano Dasgupta col quale studia il sanscrito e i testi religiosi indù. Nel 1930 si ritira in un monastero himalayano dove pratica lo yoga sotto la guida dello swami Shivanananda. Nel 1932 ritorna a Bucarest. L' anno successivo pubblica il suo primo romanzo Maitrey. Incontro bengalese (tr. it. Milano, 1989); consegue il dottorato in filosofia con una tesi sulle pratiche dello yoga; insegna all' università di Bucarest. Pubblica romanzi, ricordi di viaggio, frammenti di diario, saggi di orientalistica. Viaggia, a Londra, Berlino, in Italia. Nel 1940 è addetto culturale presso la legazione romena a Londra; l' anno successivo a quella di Lisbona, alla fine del '45 è a Parigi dove ritrova gli amici di Bucarest E.M. Cioran ed E. Ionesco. Insegna all'Ecole des Hautes Etudes. Nel 1948 Gallimard pubblica Tecniche dello yoga (tr. it. Torino, 1972), l' anno successivo il Trattato di storia delle religioni (tr. it. ivi, 1974). Storico delle religioni ed importante autore tradizionale, lascia in eredità numerose opere riguardo religione, tecniche yoga ed antropologia tra le quali segnaliamo:

Opere principali

Il mito dell'eterno ritorno
Immagini e simboli, Lo yoga. Immortalità e libertà
Il sacro e il profano
Lo sciamanismo e le tecniche dell' estasi
La nostalgia delle origini
Incontro bengalese

Trattato di storia delle religioni
Tecniche dello yoga

Nell'introduzione alle Enneadi Porfirio scrisse di Plotino: "Della sua origine dei suoi parenti, della sua patria non amava parlare: né mai permise che pittore o scultore gli facesse il ritratto, quasi si vergognasse di avere un corpo".
Di Julius Evola si potrebbe dire la stessa cosa: degli anni dell'infanzia e dell'adolescenza infatti sappiamo poco o nulla, e poco o nulla conosciamo, attraverso di lui, di episodi, esperienze o solo aneddoti della sua vita. Nel Cammino del Cinabro, un libro considerato la guida attraverso i suoi libri e le sue idee, e che possiamo tranquillamente definire la sua autobiografia spirituale, Evola non si abbandona mai all'onda dei ricordi: si ha così l'impressione che nulla nella sua vita sia stato lasciato in sospeso e che soprattutto lui stesso considerasse la sua persona semplicemente come il veicolo, lo strumento, il canale di trasmissione dell'idea tradizionale e della sua etica che ammonisce non esser importante chi agisce ma l'azione compiuta.
Potrebbe scriversi tanto ancora sul personaggio di Evola, indubbiamente inflazionato all'interno dell'ambiente della destra, spesso tacciato dei peccati più gravi a causa dei numerosi "cattivi allievi" che dalle Sue letture hanno sovente tirato fuori dottrine distorte e lontane anni luce da quel rigore e quella coerenza che invece contraddistinguono la Sua produzione, ma preferiamo lasciare all'orientamento presente in ciascuno, la voglia e la pazienza di avvicinare un personaggio di tale lignaggio, forse troppo fermo e sicuro per rappresentare un approdo semplice nell'epoca della dissoluzione.

Opere principali

Orientamenti
Rivolta contro il Mondo Moderno
Gli uomini e le rovine
Cavalcare la tigre
Fascismo e terzo Reich
Imperialismo pagano
I testi di Difesa della Razza
Il mistero del Graal
Il mito del sangue
La dottrina del Risveglio
La tradizione ermetica
L'arco e la clava
Lo Yoga della potenza
L'operaio nel pensiero di Ernst Junger
Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo
Metafisica del Sesso

 
Massimo Fini (1944), è un giornalista tra i più noti, non solo per le capacità professionali ma anche per l'atteggiamento anticonformista che lo pone giocoforza lontano dalle abusatissime ed oramai obsolete categorie di destra e sinistra. Hanno scritto che è di destra. "Non è vero. Io sono un anti modernista ed è naturale che le sinistre progressiste mi vedano di cattivo occhio. Così sorge la tentazione di ficcarmi nella destra, che però nella sua accezione liberale è a sua volta modernista". Ha ormai nel suo carniere intellettuale diversi libri, scritti con due riconoscibili fonti di ispirazione: la biografia storica con Nerone, duemila anni di calunnie (1993), Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta (1996) e Nietzsche. L'apolide dell'esistenza (2002); la saggistica con La ragione aveva torto? (1985), Elogio della guerra (1989), Il conformista (1990), Il denaro "Sterco del demonio" (1998), Il Vizio Oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'Antimodernità (2002) e Sudditi. Manifesto contro la democrazia (2003). Ai quali si aggiunge il famoso Di[zion]ario erotico. Manuale contro la donna a favore della femmina (2000).
Scrive per "Il Giorno" , "La Nazione", "Il Resto del Carlino" e "Il Gazzettino".
 

René Guénon nacque a Blois nel 1886. Trasferito a Parigi con l' idea di seguire corsi di Matematica al Collegio Rollin (studi matematici dai quali acquisì un certo rigore metodologico nella ricerca filosofica), nel 1906 interruppe tali interessi accademici perché debilitato fisicamente e per un crescente interesse per discipline eterodosse (esoterismo soprattutto). Nel 1912 Guénon entra a far parte, segretamente, dell' Islam, e della catena sufica del di lui maestro Abder-Rahman Elish el Kebir. Nel 1930 si trasferisce definitivamente al Cairo dove rimarrà sino alla morte, avvenuta nel 1951.
Esponente di prim'ordine della disciplina Tradizionale esalta spesso in essa l'aspetto contemplativo, corredando la sua opera attraverso un rigoroso ed approfondito studio delle religioni, che secondo la visione del mondo tradizionale non sarebbero altro che strade di montagna dirette alla medesima vetta.

Opere principali

La crisi del mondo moderno
Il Re del mondo
Simboli della Scienza Sacra
L'esoterismo di Dante
Gli stati molteplici dell'essere
Autorità spirituale e potere temporale
Forme Tradizionali e Cicli Cosmici
Oriente e Occidente
Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi

Nasce a Parigi il 3 gennaio 1893, scopre fin dalla giovane età le letture di Nietzsche e Barrès, che ebbe modo di definire i maestri della sua vita. Nonostante la sua collocazione politica fosse a sinistra approfondì in maniera specifica i temi degli autori di destra e della controrivoluzione.
Questo probabilmente è il carattere che contraddistingue il suo personaggio, amava infatti definirsi un fascista socialista europeo, che cercava nelle due ideologie contrapposte un viatico che permettesse all'Europa di imporsi come potenza.
A guerra conclusa preferì stabilirsi e vagare nell'Europa comunista piuttosto che in quella colonizzata dagli americani.
Hervier individua l'altra costante nel pensiero di Drieu, vale a dire: "Un rifiuto, un orrore viscerale per la democrazia, il che si affianca e sopravvive all'idea di Europa".

Opere principali

Le chef
Socialismo fascista
Mesure de la France
Le suite dans le idèes
Le jeune europèen
L'Europe contre les patries

 
 
Yukio Mishima, nato a Tokyo nel 1925, è tra i casi letterari e sociali più interessanti del la cultura giapponese di questo periodo. In lui è una convivenza di modernità, nella capacità di esprimere il disagio esistenziale e sociale rispetto alla civiltà industriale, sulla linea dei migliori colleghi europei e occidentali contemporanei; è una forte tensione ideologica tradizionalista e reazionaria. Fondò anche un raggruppamento di estrema destra, nazionalista e revanscista, l'Associazione degli scudi. Davanti alle telecamere, in diretta televisiva, dopo aver esortato un reggimento di giovani militari a dare la vita per l'imperatore, il 25 novembre 1970 si inflisse il seppuku, il suicidio rituale per taglio dell'addome - nell'ufficio del capo di stato maggiore dell'esercito, per protestare contro la smilitarizzazione del suo paese imposto dagli Stati Uniti - in piena ottemperanza alle regole di vita del samurai, di cui lo stesso Mishima contribuì conservare la tradizione con la pubblicazione del del "codice segreto" dei samurai, All'ombra delle foglie (Haga kure).
Iniziò a 19 anni con un volume di racconti. Seguirono i romanzi: Confessioni di una maschera (1949), I colori proibiti (1951-1952), La morte di mezza estate (1953), La voce delle onde (1954), Il padiglione d'oro (1956), Patriottismo (1960), Il sapore della gloria (1963).
 
 

In tanti, ben più autorevoli di noi, hanno detto e scritto di Nietzsche, ma ciò che conta in queste pagine è gettare una luce sui personaggi che - piaccia o meno - hanno fatto e disfatto la storia. Nietzsche non era un politico, né un saggista, non ha mai comandato un esercito né condotto il suo popolo alla rivoluzione; ma l'ardore, la potenza e la forza che emergono prorompenti dalle sue pagine, hanno il potere di ridestare sentimenti sopiti, forze innate e risvegliare coscienze intorpidite.
Parla di Tradizione ma di essa non scrive mai direttamente, distrugge i miti dell'illuminismo, del cristianesimo e del socialismo nei suoi aforismi complessi ma mai retorici; apre la mente del lettore a visionari voli pindarici verso mondi sconosciuti, rapisce e seduce con il suo stile da veggente, coinvolgono il suo tono di condanna e l'acume delle sue conclusioni.
Numerose le sue pubblicazione nelle quali è sempre presente il tema del nichilismo, un nichilismo che Nietzsche invita a vivere in maniera attiva, con la consapevolezza che nell'epoca delle greggi e delle mandrie, sarà l'uomo superiore, il superuomo appunto, ad emergere ed incarnare quella volontà di potenza che sprizza con forza dai suoi scritti. Una volontà ferma e finalizzata alla formazione di una stirpe di eroi, di uomini capaci di definirsi ancora una volta "Iperborei", come nell'introduzione de "L'Anticristo" lo stesso Nietzsche sottolinea.
Della sua vita terrena preferiamo accennare solo brevemente, poiché uno spirito come il suo necessariamente ha superato i confini del sensibile nel momento stesso in cui ha iniziato a concepire l'importanza della sua missione.

Wilhelm Friedrich Nietzsche nasce a Röcken il 15 ottobre 1844, nella famiglia di un pastore protestante, ma rimane presto orfano del padre.
Studia filologia classica a Bonn e a Lipsia sotto la guida di Friedrich Ritschl, che gli procura una cattedra di lingua e letteratura greca all'Università di Basilea, dove insegna per dieci anni, fino al 1879. (Qui conosce Wagner diventandone amico ).
Nel 1872 Nietzsche pubblica il suo primo libro, La nascita della tragedia (respinto dall'ambiente accademico) e tra il '73 e il '76 le Considerazioni inattuali. I rapporti con Wagner si deteriorano perché Nietzsche vede nei suoi ultimi lavori un ritorno mascherato al cristianesimo che in Umano, troppo umano, tratterà ampiamente. Dal 1879, costretto a lasciare la cattedra per motivi di salute, vive con una pensione datagli dall'università, tra la costiera francese e quella italiana e in Svizzera. Nel 1880 esce la seconda parte di Umano, troppo umano, che porta il titolo Il viaggiatore e la sua ombra; nel 1881 Aurora e nel 1882 La gaia scienza dove si legge la speranza del filosofo di insegnare all'umanità la strada verso un nuovo destino. Nello stesso anno si innamora di Lou Salomé che però respinge la sua proposta di matrimonio. Tra il 1883 e il 1884 scrive Così parlò Zarathustra (pubblicato soltanto nel 1891); nel 1885 Al di là del bene e del male e di seguito La genealogia della morale (1887); e poi, Il caso Wagner, Il crepuscolo degli idoli, L'anticristo, Ecce homo.
Nel 1889 a Torino viene colto da un attacco improvviso di pazzia.
Sopravvive a se stesso per più di dieci anni e muore, infine, a Weimar il 25 agosto 1900.

 
 

Ezra Pound nacque a Halley [Idaho, USA] il 30 novembre 1885 (morì a Venezia nel 1972). Dopo gli studi alla Pennsylvania University e allo Hamilton College di Clinton (New York) dove studia lingue romanze, incontra nel 1905 Hilda Doolittle, viaggiò in Spagna e Italia. Durante la guerra fa alla radio italiana discorsi sulla natura economica delle guerre, ribadisce il principio che "libertà di parola, senza libertà di parola alla radio, equivale a zero" e rimprovera a Roosevelt di aver iniziato una nuova "guerra dei trent'anni" e l'alleanza con l'URSS. Nel 1942 gli muore il padre, che verrà sepolto a Rapallo. Nel 1943 per i suoi discorsi alla radio di Roma viene accusato di tradimento dal tribunale dei distretto di Columbia. Nel 1945 si presenta al comandante dell'esercito nordamericano. E' internato prima a Genova e poi nel campo di concentramento di Metato (non Coltano come invece si trova spesso scritto), presso Pisa, dove scrisse i "Canti pisani": ma intanto per tre settimane è messo in una gabbia di ferro presso il Disciplinary Training Centre. Trasferito a Washington con l'accusa di tradimento per aver pronunciato discorsi di propaganda antiamericana. Il processo non si ebbe, Pound fu dichiarato infermo di mente (nel 1946, dopo quattro ore di discussione con gli psichiatri) e internato nel manicomio criminale di Saint Elizabeth alla periferia di Washington. La prigionia smuove il mondo della cultura internazionale. Nel 1949 gli viene assegnato il premio Bollingen per la poesia: la giuria era composta da T.S. Eliot, W.H. Auden, Robert Lowell, Allen Tate, Conrad Aiken, Robert Penn Warren, Willard Thorp, Louise Bogan, Katherine Garison Chapin, Karl Shapiro, Katherine Anne Porter e Leonie Adams.
Liberato nel 1959, anche in seguito alle sollecitazioni di scrittori e uomini di cultura di tutto il mondo: gli viene ridato il passaporto nonostante il fatto sia sempre considerato infermo di mente. Rimase in Italia fino alla morte, risiedendo presso la figlia. Nel 1961 è ricoverato a Roma e a Merano, nel 1962 si stabilisce a Sant'Ambrogio [Rapallo] con Olga Rudge con cui vivrà il resto della vita. Nel 1964 visita Paris, nel 1965 è alla cerimonia commemorativa di T.S. Eliot a Westminster Abbey [London] e visita la vedova di Yeats a Dublino, nel 1969 farà un breve viaggio ne gli Stati Uniti. Muore l'1 novembre 1972 a Venezia, è sepolto all'Isola di San Michele [Venezia].

Opere principali

Il testamento
A lume spento
Personae
The Spirit of Romance
Cantos

 
 
Prematuramente scomparso all'età di 33 anni a causa di un incidente stradale è stato un personaggio capace di lasciarsi dietro un'imponente elaborazione culturale. Ancora oggi appare forse l'intellettuale più acuto che la destra culturale italiana ha cullato negli anni della contestazione.
Si è strenuamente battuto contro l'immobilismo e il conservatorismo della destra culturale e politica. Parlando del Romualdi filosofo, possiamo servirci della triade Platone, Nietzsche, Evola; tre grandi filosofi europei, vissuti in epoche differenti ma con un comune denominatore: l'aristocrazia. Questa, come già più volte abbiamo affermato, non è il male sociale indicato dall'ideologia marxista, ma il governo dei migliori, dall'etimologia greca della parola; aristocrazia che quindi concerne la gerarchia a l'avversione alla democrazia, ossia il governo del popolo, sempre dall'etimologia greca della parola.
Adriano Romualdi mette giustamente in mano a Nietzsche, il testimone filosofico posseduto da Platone. Leggendo Nietzsche si avverte la continuità tra i due Titani, la denuncia della sovversione, la vittoria dei piccoli uomini, la decadenza del mondo. Il tedesco accentua di molto la denuncia quasi da farla sembrare disperata, un ultimo grido dalla voce dell'Uomo, circondato da esseri sordi. E Nietzsche annovera tra i responsabili anche il cristianesimo, promulgatore dell'idea egualitaria. Cosa aggiungere su Evola, già ampliamente trattato su queste pagine, se non ancora sottolineare la genialità di chi a ventisei anni scrive il grosso della propria filosofia. Tre filosofi da assurgere a maestri spirituali, tre autori antidemocratici, aristocratici, narratori di quell'Ordine sognato per secoli. Non dimentichiamo poi la filosofia politica di Adriano Romualdi, che trova nel mito dell'Europa il più grande ideale. Esso vede l'Europa nell'ottica di un'evoluzione del nazionalismo ottocentesco, quello di Bismarck e Cavour per intenderci, un necessario mutamento per non sottomettersi alla supremazia delle potenze extraeuropee. Un'Europa costruita sulle basi della sua millenaria Tradizione; anche per questo si occupa del culto indo-ario. Per concludere dunque, non dimentichiamoci gli insegnamenti di Adriano Romualdi, interessiamoci degli studi da lui condotti, e soprattutto fondiamo insieme il Pensiero e l'Azione. Tra le sue maggiori opere: Platone (1965), Nietzsche e la mitologia egualitaria (1971), Su Evola (1968), Sul problema di una Tradizione europea (1973), Le ultime ore dell'Europa (1976), Gli Indoeuropei (1978).
 
 
 

Professore straordinario, insegna Scienza Politica e Comunicazione Politica nel Corso di laurea in Scienze Politiche dell'Università di Firenze. Si occupa dei processi di crisi nei regimi democratici, della trasformazione organizzativa dei partiti italiani, della cultura e delle scelte strategiche delle formazioni che hanno occupato lo spazio politico della destra nell'Italia repubblicana. Attualmente è impegnato in una ricerca sull'evoluzione politica e organizzativa del fenomeno leghista, che dovrebbe costituire il primo momento di uno studio comparato dello sviluppo dei movimenti populisti in Europa.
Direttore delle riviste Diorama Letterario e Trasgressioni, è in Italia il principale esponente della battaglia delle "Nuove Sintesi", un progetto metapolitico teso a superare le categorie di destra e sinistra a favore di una nuova politica, europea e comunitaria.

Opere principali

Partito unico e dinamica autoritaria, Napoli, Akropolis, 1981
Cinquant'anni di nostalgia. La destra italiana dopo il fascismo, Rizzoli, 1995
Esuli in patria. I fascisti nell'Italia repubblicana, Parma, Guanda, 1995
L'Italia populista, Il Mulino 2003
Fascismo. Teorie, interpretazioni, modelli, LaTerza 2003
Contro l'americanismo, LaTerza 2003

John Ronald Reuel Tolkien, nato nel 1892, studioso e docente di Anglosassone per oltre 20 anni all' Università di Oxford e specializzato in dialetto medievale dell' Inghilterra Centro-Occidentale, tradusse molti testi antichi, che ancora oggi vengono utilizzati. Fu artefice di una carriera professionale senz' altro brillante, ma che sicuramente sarebbe stata sconosciuta ai più se un giorno, sul retro di un compito che stava correggendo non avesse vergato distrattamente: "In un buco della terra viveva uno hobbit". John Ronald Reuel Tolkien è famoso in tutto il mondo, i suoi libri sono stati svariate volte ristampati in molte lingue del globo, perchè ha saputo scrivere una grande saga che ancora oggi riesce a parlare al cuore dei lettori. Un semplice professore universitario, che tranquillamente trascorreva i suoi giorni curando il giardino e facendo crescere i propri figli, nascondeva nella sua penna tutto uno stupendo, affascinante, simbolico mondo a cui, giorno dopo giorno, ha dato vita e soffio, battendo sui tasti della sua vecchia macchina per scrivere. Era uso prendere appunti sui margini dei fogli e su ogni pezzo di carta che gli passasse sotto mano, così giorno dopo giorno ha creato un racconto grande come una montagna, profondo come un azzurro lago, lieve e fatato come una nebbiosa alba nella foresta. Fin dall' infanzia si è dilettato nel creare linguaggi, crescendo maturando ed apprendendo, ha poi scritto una vera e propria cosmogonia, ha narrato la vita del mondo, dai suoi albori sino al sorgere della nostra Era. Amava il suono delle onde dell' oceano che si frangono sulle coste della Cornovaglia, era lieto quando poteva fermarsi un po' a chiacchierare con le vecchie signore, sentiva la vita e la forza che scorrevano sotto le ruvide scorze dei grandi alberi, era un sereno, sorridente, nobile vecchio che, nell'estate 1973, abbandonò la sua amata campagna inglese per ritirarsi definitivamente all' interno del grande affresco che era andato preparando per tutta la vita, e che adesso si riposa nei grandi boschi della Terra di Mezzo.

Opere principali

Il Signore degli Anelli
Lo Hobbit
Silmarillon

 

 

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